Il Fondatore

meglio conosciuto con uno dei nomi più autentici della tradizione nuorese, ”Bobore”, nacque il marzo del 1939 ad Urzulei, un piccolo centro agricolo ai piedi del Gennargentu; nonostante il paese di nascita le sue origini sono nuoresi essendo i suoi nonni nati e vissuti a Nuoro.

Il loro cognome d’origine (Monni) subì però durante la guerra tale modificazione, dovuta anche al fatto che si trattava di una famiglia numerosa che, per diversi motivi, si sparse per tutta l’Italia.

Poeta, musicista nonché ottimo tenore, Bobore Nuvoli iniziò l’attività musicale con il maestro Gaetano Cucca, suonando il mandolino in un complesso a plettro; successivamente entrò a far parte della banda musicale cittadina dove passò a suonare il clarinetto.

Infine cantò in diverse corali cittadine fino al 1967, anno in cui iniziò l’attività folcloristica con il “Coro Barbagia”, contribuendo alla realizzazione del disco “Sardegna Canta e Prega” e alla diffusione dei canti barbaricini dalla lontana terra germanica sino all’ombra delle Piramidi.

Fondò in seguito, e precisamente nel 1973, il ”Coro Ortobene”, nell’ambito della cui attività introdusse le prime ricerche musicali proprie che si concretizzarono nell’incisione del disco “Lamentos” con la stupenda copertina del pittore nuorese Pietro Costa.

Fu in quel periodo che, con il suo gruppo, portò il folclore sardo, e nuorese in particolare in ogni parte dell’Europa, e nella Grecia.

Il capolavoro di Bobore Nuvoli (ed il suo punto d’arrivo) rimane comunque la creazione, ufficializzata il 15 giugno 1976, di un gruppo folcloristico il cui nome, ”SOS CANARJOS”, ossia battitori di caccia, identifica efficacemente l’attività stessa di questo nucleo, indirizzata costantemente alla scoperta di nuove piste nel complesso ambiente barbaricino proteso alla ricerca del proprio passato, e di vecchi valori fino ad allora dimenticati.

Bobore Nuvoli, con l’impostazione de “Sos Canarjos”, avvertì la necessità e l’importanza per il folclore inteso come fenomeno di spettacolo, di tenere unito l’aspetto poetico, musicale e canoro del folclore stesso; infatti ecco il maestro prima poeta-musicista, autore di testi che sottolineano, anche musicalmente, i momenti più caratterizzanti della vita umana (gioia, dolore, culto, impegno sociale etc.) poi armonizzatore, con la realizzazione di una impostazione musicale tale da permettere al coro di adempiere egregiamente alla propria funzione di promulgatore del folclore negli ambienti più svariati (teatri, piazze, sale, chiese etc.) ed infine coordinatore, organizzatore e direttore del gruppo stesso.

Questo impegno attento e preciso, questo lavoro preliminare serio e costante ha avuto copertina del celebre pittore Pietro Longu.

Ma l’attività di Bobore Nuvoli non si esaurisce con la sola cura del lato spettacolare di questo fondamentale aspetto di cultura; egli infatti ha saputo creare una nuova forma di associazionismo per la riscoperta del folclore come fatto culturale più ampio coinvolgendo ed avvicinando tanti giovani allo studio delle espressioni più comuni di arte popolare, quali il canto e la danza, e creando persino una scuola di ballo tradizionale per bambini che ebbe parecchi allievi che si alternarano nella formazione del mini gruppo di ballo “Sos Canarjos” che è sinonimo di sicuro successo e ha grande risonanza ovunque; nella maggior parte dei casi esso rappresenta inoltre una sorta di tirocinio, di trampolino di lancio per il passaggio dei giovanissimi allievi nel collaudato gruppo di ballo della Associazione Folcloristica Sos Canarjos.

Notevole è stata inoltre la sensibilità e l’attenzione con cui l’Associazione affrontò la ricerca e la riscoperta di espressioni popolari di valore etnografico quali l’antico matrimonio barbaricino, è la festa più antica di Nuoro: “Su Serbadore” che, con la collaborazione dell’allora Presidente Claudio Gualà e del giornalista della Nuova Sardegna Antonio Rojch, venne finalmente riproposta ai nuoresi, dopo mezzo secolo d’interruzione, nella sua forma autentica con Bobore Nuvoli primo priore.

Successivamente se ne salvaguardò l’originalità e la continuità negli anni con la creazione di uno speciale comitato de “Sos Bobores”, i cui componenti si alternano, aiutandosi vicendevolmente, nel priorato annuale garantendo la conservazione nel tempo della autenticità della festa.

Importante e ricco di risultati è stato poi lo studio avviato dall’Associazione per la riscoperta e l’utilizzo dell’antica lingua nuorese, nonché dei costumi tradizionali con la impegnativa riproduzione di pizzi e ricami il più possibile aderenti agli originali; tutto ciò nonostante la difficoltà e il notevole condizionamento dovuto alla scarsezza dei tessuti e alla scadente qualità degli stessi sul mercato attuale.

È doveroso rimarcare a questo proposito l’opera svolta da Franca Caldino che ha riprodotto, realizzato e curato oltre una cinquantina di costumi maschili nuoresi e tantissimi femminili.

La costanza e la cura con cui i componenti del gruppo si dedicarono nel tempo all’apprendimento ed al perfezionamento di un repertorio sempre più vasto, nonché il sacrificio economico e il notevole impegno materiale con cui si adoperarono per il recupero totale prima e per la realizzazione poi dell’antico costume, se da un lato furono premiati con i notevoli successi raccolti sia in piazza che nelle importanti manifestazioni a livello internazionale cui Sos Canarjos hanno sempre aderito, dall’altro vennero messi a dura prova da atti di teppismo di cui furono più volte fatti oggetto, come quando, con una azione di vero e proprio vandalismo fine a se stesso, vennero derubati di una parte dei loro preziosissimi costumi che vennero poi bruciati, o quando caddero in una imboscata e furono presi a fucilate dai banditi.

Ma la volontà di continuare, alimentata dalla convinzione radicata di contribuire alla conservazione di un patrimonio culturale notevole, li aiutò e li unì ancor di più, creando quell’impronta di fraterna collaborazione e cimentando un’amicizia tra i primi affezionati da “Caccaiu” a “Diddone”, a “Zigarru”, da “Reo Podda” a “Sa Pudda”, a “Žiminu” a ”Porrino” e “Sirbone” (nomignoli, questi, che sembrano rimarcare tale affiatamento), che sfociò poi brillantemente nella partecipazione ai grossi festivals internazionali dell’Abruzzo, della Svizzera, di Palma de Majorca etc.

In seguito all’abbandono per motivi di salute del Maestro Nuvoli, dal 2012 fino a giugno del 2018 la direzione del coro è stata affidata a Giampaolo Caldino, periodo in cui è stato registrato anche l’ultimo CD “Intrannas”

Dal mese di ottobre 2018 è subentrato l’attuale direttore, il Maestro Paola Puggioni.

Lo stesso clima di familiarità si respira tutt’ora nella sede sociale dell’Associazione folcloristica “Coro Canarjos” ubicata nella Via Boi 4 ex Via Cavalier Zuddas reso disponibile per diverse finalità quali prove settimanali, riunioni periodiche, incontri con altri gruppi, mostre.

Resta utile sottolineare l’opera umile e proficua di quanti hanno sempre seguito “Sos Canarjos” e che, pur non apparendo in citazioni personali, rimangono la linfa vitale dell’Associazione e il ricambio costante agli entusiasmi a volte troppo in fretta consumati dai componenti.